“Caro Chris, ho visto il tuo Tenet e…” Lettera di fine anno a Christopher Nolan

Caro Christopher Nolan, caro Chris,

ieri sera, complice il fatto d’averlo trovato a noleggio a 99 centesimi su Prime, ho finalmente visto il tuo Tenet. Ti dirò di più: mi accingo a rivederlo ancora, dato che le condizioni del noleggio mi permettono di farlo un’altra volta nel corso delle prossime 24 ore (ne restano ormai 16, quindi dovrò affrettarmi).

Sul film non ho nulla da dire. Sai, qualche anno fa mi sono sparato di fila Inception e Interstellar, uno dietro l’altro, in una notte d’ottobre in cui peraltro c’era il cambio d’orario – ne sono uscito piuttosto frastornato. In generale riguardo tutti i tuoi film una seconda volta. Questo fa di me un tuo fan, immagino, ed è per questo che è inutile che io stia qui a dire com’è e come non è Tenet.

No, per la verità non sono un tuo fan. Trovo semplicemente che tu sia unico, anche quando t’incasini la vita nel disegnare trame da cui tu stesso esci con estrema fatica. Mi piace questo, di te, il tuo titanico sforzo di complicarti la vita per essere te stesso – artisticamente parlando, s’intende.

Ma veniamo al punto. So che se potessi utilizzeresti una delle “manovre a tenaglia temporale” del film per muoverti nel tempo riavvolto e portarmi a vedere Tenet al cinema, la scorsa estate, invece che su un misero 25” attaccato a una Playstation 4. Ma vedi, ad agosto io non avevo alcuna voglia di andare al cinema. Ero al mare e non avevo alcuna voglia di rinchiudermi in una sala buia, per quanto volessi vedere il tuo film a tutti i costi.

Sai, paradossalmente questo 2020 è stato l’anno, negli ultimi quindici, in cui sono andato più volte a mare. Pensa che ci sono andato persino di domenica, e che ho affittato per due volte una casetta da quelle parti…! E questo non perché pensassi che il virus fosse andato via – in fondo, chi lo ha pensato davvero? Io no di certo.

Semplicemente, con un po’ d’attenzione questa estate era normale spararsi in ogni direzione possibile, all’aperto, prima che ci richiudessero in casa. Questo era.

Ma non divaghiamo, il punto è un altro ancora. Anche volendo, non avrei avuto a tiro nessuna sala con IMAX 70 mm per vedere Tenet come avresti voluto, come lo hai pensato. Per non parlare della possibilità di guardarlo in lingua originale – si parla tanto della visione dei tuoi film, ma l’ascolto è forse meno importante? Ludwig Göransson ha fatto un lavoro eccezionale su Tenet, e per quanto mi riguarda per nulla al mondo andrebbero perse le voci originali di Washington, Pattinson, Debicki, Caine, Branagh e tutti gli altri mentre si mescolano col sonoro.

Più in generale, andare al cinema per me è una tortura. Devi beccare l’orario giusto, in cui non c’è troppa gente – i telefoni in sala, hai presente, Chris?, miodio, i telefoni! –, una sala in cui schermo e altoparlanti siano quantomeno accettabili, e poi l’attesa fuori per prendere dei posti decenti se c’è comunque gente…

E se sei un fumatore, devi soffrire per almeno due ore e mezza, specie se stai guardando un film di Christopher Nolan. E se poi devi andare al bagno? Cosa fai, se sei un fissato di quelli che non vorrebbero perdersi nemmeno una scena, nemmeno un’inquadratura?

Insomma, il punto è questo: se poi a tre mesi dall’uscita di un tuo film questo tuo film lo trovo a noleggio a 99 centesimi o addirittura in catalogo su una piattaforma digitale e posso guardarmelo con calma, alle mie condizioni e senza nessuna interruzione, in lingua originale, sia pure su uno schermo che non è quello su cui andrebbe visto… Cosa dovrei fare? Dovrei privarmi di questa possibilità? Sii onesto: dimmelo tu.

Anzi, siamo onesti: il mondo è cambiato. Il mondo del cinema, sicuro. Non ho idea di cosa saranno le sale dopo questo 2020. Puoi intuire che forse non me importa molto. Sono molto più preso da domande del tipo: devo tenere Netflix, che costa sempre di più e forse inizia a offrire meno qualità rispetto a Prime? Perché sulle serie forse Netflix è ancora qualche passo avanti, ma sui film… Recentemente ho visto Mank e tutto sommato… E poi, non dimentichiamolo, c’è anche Disney+.

Quanti abbonamenti è possibile pagare al mese? In base a cosa scegliamo quali contenuti guardare? Come cambia girare un film o una serie se sappiamo che sono destinati a schermi casalinghi? È più conveniente produrre per il cinema o per le piattaforme digitali? A cosa dà attenzione un pubblico sempre connesso, quindi sempre distratto?

Non fare lo gnorri, caro Chris. Questi interrogativi ti riguardano, e non potrai non affrontarli anche tu in futuro. In futuro… dato che si parla di te, mi rendo conto che la mia potrebbe sembrare una battuta. Ma non lo è affatto, ti assicuro.

Prima di salutarti, una cosa un po’ più personale. Sai, a un certo punto guardando Tenet ho pensato a te come a una sorta di Babbo Natale di fine anno, a cui chiedere un regalo che riguardasse appunto l’anno che sta per arrivare. Ma per incidere sul futuro, m’insegni, bisogna agire sul passato. E quindi volevo chiederti di riavvolgere il tempo e tornare alla fine del 2019 per evitare che il virus iniziasse a diffondersi, per rendere vivibile questo 2020 e, di conseguenza, un po’ più accettabile anche il 2021.

Ma poi ci ho ripensato. Non perché dubiti che tu sia in grado di produrti in una manovra a tenaglia temporale – secondo me puoi farlo eccome – ma perché tutto sommato va bene così: questo 2020 in un modo o nell’altro me lo tengo stretto.

L’ho detto prima: quest’anno sono andato al mare un sacco di volte, il che potrebbe bastare per giustificare il mio attaccamento all’anno che va a concludersi. Ma tutto sommato, se faccio l’elenco degli anni orribili della mia vita, devo dire che tutti mi hanno insegnato qualcosa. Anche quando ho avuto la sensazione che mi stessero strappando i denti, come accade al Protagonista all’inizio del tuo film – in un modo o nell’altro, c’è sempre stato qualcuno che poi mi ha ricostruito la bocca di ritorno dall’Ucraina. A volte ero io stesso, a volte qualcuno che non mi aspettavo neppure.

Com’è e come non è, la maggior parte delle persone, inclusa quella che ti sta scrivendo questa lettera, preferirebbe essere torturata a morte piuttosto che cambiare qualcosa della sua vita. Ma spesso veniamo torturati e neppure ce ne accorgiamo, e di conseguenza anche il cambiamento avviene, in meglio o in peggio, anche impercettibilmente, anche quando non lo vogliamo.

Al contrario che in Tenet, la vita, come il cinema – perdona il tono un po’ pedante e solenne – non può che andare avanti: ci si chiede sempre “Cosa succede dopo? Come andrà a finire?”. Non c’è altro, ed è questo il bello. Qualcosa succede sempre, e non c’è bisogno d’aver letto l’Ecclesiaste – tanto per restare pedanti e solenni – per intuire che è l’unica cosa che conta.

Dopodiché, “quel che è stato è stato”. Dico bene?

Oh, temo proprio di essermi dilungato e il noleggo di Tenet sta per scadere. È ora di salutarti.
Buon 2021, Chris.

PS: Un giorno di fine novembre ero in fila al laboratorio di analisi per un tampone. A un certo punto, poco più avanti nella fila, ho notato un tizio con un cappuccio. Aveva una mascherina piuttosto elaborata – sembrava quasi un respiratore – e uno zainetto nero. Da una tasca dello zaino fuoriusciva un piccolo e sottile laccio rosso. Ho paura a chiedertelo ma… eri tu, Chris?